giovedì 26 aprile 2018

Corno di Denno - Parete Nord

E' praticamente da quando ci siamo conosciuti con Andrea che questa parete vagava nella nostra testa. Gite con gli sci ne abbiamo fatte molte ed ogni volta, durante gli avvicinamenti o il ritorno il discorso andava a finire lì, sulla nord del Gran.

Da sotto è impossibile non rimanere per un attimo con la bocca aperta colpiti dalla sua imponenza ed esteticità. Una piramide quasi perfetta, una nord dell'Eiger in miniatura, il re della val di Tovel, erano queste le definizioni che venivano fuori durante i nostri sogni.

Il Corno di Denno è una montagna delle Dolomiti di Brenta meridionali, il Brenta più selvaggio lontano dai rifugi e dagli impianti. Anche se posta in una posizione che domina sulla val di Tovel e la Val di Non, raggiungerla in inverno non è semplice. Dalla via normale le ascese medie annue si possono contare sulle dita di una mano.

Il primo tentativo con Andrea e Roberto lo effettuiamo nel novembre 2014, arriviamo in cima dalla normale ma torniamo a casa sconfitti. Quella giornata costernata di errori ci ha fatto maturare molto. Li abbiamo capito che quando una giornata in montagna deve andar male la montagna tenta di comunicarlo in diversi modi, non è semplice ma bisogna almeno cercare di interpretare i messaggi.

L'anno dopo un altro tentativo ma, raggiunta la base della parete, facciamo dietro front, il "re" ha il cappello e ci dice no e questa volta abbiamo l'umiltà di ascoltarlo. Nel 2016 ritorniamo in vetta per la prima volta dalla cresta del Flavona, è una via più veloce rispetto alla normale da Tovel ma da fare solo con neve trasformata. E' una giornata primaverile di marzo, effettuiamo la prima discesa dallo spigolo nord est, una linea di più di 1000m di dislivello già vista e tentata da altri ma mai chiusa.

E' stata una discesa complicata ma anche molto divertente, eravamo attrezzati per effettuare delle calate . Questa volta il Gran ha apprezzato la nostra umiltà e ci ha regalato una discesa in neve perfetta e anche senza mai usare la corda. Questa è stata sicuramente una delle discesa più belle di sempre ma aveva qualcosa che non le permetteva di raggiungere la perfezione. La linea è stata vista e tentata da altri, quindi anche se siamo stati noi a scenderla per la prima, volta non ce la sentivamo al 100% nostra.

Con la Nord è stato diverso, quella linea è maturata nella nostra teste e il sogno inizia proprio quando la linea viene concepita. E' stato molto bello perché ci sentivamo persino liberi di parlarne in giro, infatti nessuno per un motivo o per l'altro  la riteneva una linea sciabile ed eravamo anche quasi sicuri che nessuno ci avesse provato.

Quest'inverno a differenza degli ultimi 2 ha nevicato sufficentemente per rendere sciabile la parete. Aspettavamo solo il momento in cui la neve trasformasse in modo da non perdere tempo ed energie nel delicato avvicinamento. Il 19 aprile siamo saliti dalla val gelada, le condizioni per la salita sono state perfette e in poco più di 2.30 eravamo in cima al corno di Denno. Visto che eravamo in 3 ci siamo divisi il materiale per la calata e abbiamo potuto affrontare i 1400m di dislivello in poco tempo.

Dalla cima uno sguardo nel baratro della nord, qualche esitazione e abbiamo iniziato le prime curve in neve già quasi molle nonostante fossero le 9 di mattina.  La parete superiore la scendiamo a zig, zag per trovare l'unico passaggio che permette di raggiungere il canale, una calata di 25m a metà canale per poi poter continuare fino allo zoccolo basale dove finalmente la pendenza cala

La linea tecnicamente è tosta, non è come sciare il canalone Neri o la Nord della Presanella. Qui bisogna pensare a tutto, non solo a saper sciare sul ripido

Dallo zoccolo è necessaria un'altra calata di 40m per uscire dalla parete e arrivare finalmente nella val Gelada di Tuenno.

Solo ora possiamo rilassarci, la parete è lì sopra di noi luccicante dal sole , il sogno è realizzato ed è stato bello condividerlo con Andrea e Roberto gli unici che ci hanno creduto.




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